RECENSIONE: LINEA RETTA di Mirko Vercelli

LINEA RETTA di Mirko Vercelli (con illustrazioni di Alin Dobos)

In Prevendita in due formati (cartaceo e digitale) su  Book a book/ bookabook.it

Tra qualche mese, in primavera sarà in stampa  e presto disponibile nelle librerie!.

TRAMA DELL’ AUTORE

Nel cuore dell’Africa sopravvive una tribù mai entrata in contatto con l’uomo. Una tribù fatta di natura, leggende, fiumi e spiriti sopra le nuvole.
Una notte, durante una tempesta, un aereo che sorvola il villaggio perde alcuni bagagli. Un bambino si convince che la bambola che ha appena trovato sia in realtà la compagna di uno spirito.
Intraprende così un viaggio nella direzione in cui andava l’aereo per riportarla al legittimo proprietario, un viaggio che lo porterà ad attraversare l’Africa intera con gli occhi di chi il mondo non l’ha visto mai.
Dalle questioni ambientali a allo sfruttamento dei lavoratori, dalle guerre alle tradizioni che vanno scomparendo.

Una meravigliosa perla che tratta i temi dello sfruttamento  e migrazione. Non spiegherò per filo e per segno tutta la trama, ma vi darò un giusto incipit iniziale che stimolerà la curiosità per proseguire la splendida lettura. La narrazione procede lenta, ma questa sua caratteristica lascia spazio alla descrizione di  dettagli suggestivi e coinvolgenti. Una narrazione non superficiale, ma che scava nell’ambiente, nelle sensazioni e circostanze reali o  verosimili in cui si imbatte il personaggio.

Baba è un piccolo bambino curioso dalla nascita che fa parte del popolo dei Batarriba, ovvero “popolo del fango”. Il suo viaggio inizia in un notte tempestosa mentre lui era tra le gambe dello sciamano, la pioggia per il popolo non è semplice acqua, ma rappresenta la rabbia di qualche divinità. I Batarriba sono l’unico popolo africano che prega affinché non piova, ogni volta il fiume straripa e distrugge ogni cosa.  Ciò che per loro è rabbia dei loa in realtà è la conseguenza di un repentino cambio climatico. Non sanno che una diversa società senza scrupoli risiedente in altri continenti al difuori dell’Africa stia mettendo a repentaglio un equilibrio così delicato.

La stessa notte cadde un Boeing 737-800 che passava perso di lì, i resti erano per Baba palesemente  parti del carro di qualche spirito, in mezzo ai rottami c’è una bambolina di pezza  Nessuno prima di lui era mai riuscito a trovare una compagna degli spiriti. Questo può rappresentare la svolta per placare l’ira dei loa ; quindi con un po’ di cibo nella sacca, un bastone di legno, una bambola di pezza caduta da un aereo Baba incomincia il suo viaggio.

Tutto è raccontato  con gli occhi increduli del bambino, il quale si affaccia a nuove realtà a lui sconosciute. Più ci si allontana  dalla semplicità del villaggio africano più ci si  addentra in una società complessa ,difficile ed egoista. Non sempre uomo vuol dire essere umano. 

Kiluta è il primo personaggio che Baba incontra appena fuori il villaggio, incarna l’egoismo. “Kiluta, ma la tua casa è un albero, gli alberi non possono essere di nessuno. E’ tutta opera della generosità dei loa, tutto ciò che te possa fare non è nient’altro che la somma o sintesi di qualcosa già esistente”.  BUONA LETTURA.

“Non esisteva né un prima né un dopo né un altrove da cui immigrare.”

ITALO CALVINO

PERCHE’ HO DECISO DI SCRIVERE IL LIBRO? “Ho voluto provare a invertire un punto di vista per far parlare il non detto. Scoprire la civilizzazione partendo dai margini, cosa che parlando dell’Africa spesso trova invece un processo contrario. Far vedere con gli occhi dell’innocenza un mondo nuovo mi ha permesso di affrontare molteplici temi contemporanei e storici del continente, restando sempre su una superficie tanto istintiva da raccontarli in modo, spero, nuovo”.

M.Vercelli

PER RIMANERE AGGIORNATI E PER CURIOSITA’ seguite le pagine social dedicate al libro LINEA RETTA.

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