Fili

Scritto da Caterina

Un po’ come pianeti che si allineano, diverse circostanze sono venute ad allinearsi per la nascita di questo articolo.  Chiacchierate al chiaro di luna, persone entrate e uscite dalla mia vita e un libro particolarmente coinvolgente. Argomento al centro di tutto le interconnessioni tra persone, i fili che ci tengono inevitabilmente legati. L’intenzione è quella di provare a srotolare il gomitolo un po’ alla volta con una serie di articoli, di cui quindi questo è il primo, sperando di non inciampare nel filo, annodarlo o chissà, addirittura perderlo.

Ormai una tradizione per me e Chiara è quella di sederci, durante le serate estive, nel giardino davanti casa sua a guardare la nostra città da lontano. Le coppette di gelato sporche a terra, sull’erba, vicino ai telefoni e le felpe con il cappuccio tirato su che la sera fa freschetto. Le frasi sospese un po’ a mezz’aria e i pensieri che corrono a mille a quell’ora. La vista da dove abita lei è spettacolare. Da lassù i problemi di tutti non sono altro che tante luci, luci simili, diverse, colorate, lontane, sovrapposte, un po’ come le vite delle persone che illuminano.  “Ma tu ci hai mai pensato a quante persone incontriamo ogni giorno? Quante anche solo per poco tempo entrano ed escono dalla nostra vita…”. E così, da una considerazione banale, finiamo con il ritrovarci aggrovigliate in un discorso più grande di noi.

7 miliardi e 823 milioni circa, questo il numero della popolazione mondiale al momento in cui butto giù l’articolo. E noi non ne incontreremo mai nemmeno la metà. Eppure sono là fuori che vivono la loro vita, e hanno una loro storia.  E hanno problemi e hanno idee, come noi. E poi ci siamo noi che siamo noi, che sappiamo qual’è la nostra storia e le nostre idee e i nostri problemi, che ci sembrano sempre assoluti, eppure siamo come tutti gli altri, uno tra i tanti, un’altra luce che sbrilluccica insieme alle altre. 

Ora immaginate di condurre un filo con voi, ovunque andiate, e che questo filo si incontri con quello di ogni persona che incrociate: magari certi si sfiorano solo, altri restano impicciati o altri ancora creano nodi difficili da sciogliere. Se questi fili esistessero veramente, a parte la congestione del traffico, avremmo la manifestazione tangibile della nostra interconnessione. 

Con la maggior parte delle persone instauriamo rapporti insignificanti e involontari: la ragazza seduta davanti a voi sul treno, il cassiere al supermercato, quella persona che attraversa con voi la strada. Erano e torneranno a essere sconosciuti eppure per un attimo sono stati parte del nostro film, li abbiamo osservati, magari notato il loro taglio di capelli, ci hanno fatto venire in mente quel qualcosa. 

Altre volte invece le persone ce le andiamo a cercare oppure, magari con una parola o un gesto, succede che quella bolla di indifferenza si rompe: in un attimo ecco che sono parte integrante della nostra vita e possiamo essere noi parte della loro. Da i brividi pensare che persone delle quali ignoravamo l’esistenza fino a poco prima sono adesso importanti per noi. E ancora di più ne da pensare che, di chi un tempo era parte attiva della nostra vita, ora non ne resta che una vecchia chat, di quelle che su Whattsapp scendono sempre più in basso con il passare del tempo. 

I fili ci sono, impossibile negarlo, tutto sta a non farli rompere, a non aggrovigliarli troppo e a ricordarci che senza quei legami, probabilmente, saremmo tutti in caduta libera.

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