Intervista al fotografo Sergio Pagliaricci

Intervista di Chiara

Sergio Pagliaricci, nato nel 1940, fin da giovane ha lavorato in un negozio di fotografia facendo la “gavetta”. Da moltissimi anni ha il suo studio fotografico insieme al figlio, a Terni in via Mentana. Da metà settembre fino al 4 ottobre 2020 ha esposto nel museo CAOS la sua personale, dal titolo “ALTO CONTRASTO”.

“Ho iniziato facendo il ragazzo di bottega, all’ora si andava a lavorare per mangiare e da lì è iniziata la passione, guardavo gli altri fotografi ma cercavo di non ricopiare molto e creare qualcosa di mio e personale.”

“Nella foto ricerco l’emozione e l’effetto che mi dà; guardo, vedo per strada, mi piace, fotografo!”.

“Il tema del paesaggio mi appassiona, dà dei risultati meravigliosi, fotografare una persona è bello, ma il paesaggio è un’ altra poesia”.

“ Per fotografare utilizzo una pellicola molto contrastata che ora non si trova più in commercio e quindi faccio ulteriori passaggi in post produzione aumentando i contrasti, senza ritocchi digitali”. Oltre al suo inconfondibile stile ciò che accomuna tutte le sue foto, dice Sergio :“ è il piacere di farle, di tirare fuori qualcosa che vedi e poi la ricrei”.

 Opera “Il volo”

“Stavo davanti al quartiere Cospea, sono uscito di casa con i miei due gattini e portavo la macchina fotografica, vedo passare questi piccioni, così mi sono messo sopra al tetto di una casa colonica di fronte alla mia per tentare di rivederli; passò del tempo e ormai stufo decisi di abbassare lo sguardo, nel mentre eccoli che spiccano il volo; in quel frangente presi la macchina fotografica e glie la lanciai letteralmente!”.

Opera: ”Curve pericolose”

“Tra la terra o il cielo, scelgo la terra”

I paesaggi di Castelluccio di Norcia sono l’emblema della terra; anche quest’opera è stata realizzata cogliendo lo scorcio paesaggistico al volo durante un viaggio in macchina :”fermati! Dissi al mio amico che mi accompagnava, scesi e mi misi sul ciglio della strada a fotografare”.

Le foglie dei platani rovinate , ricamate dal tempo e dai passi delle persone sono altri soggetti ritratti.

Tutt’ora succede che Sergio durante le passeggiate si rintorni verso casa per prendere la macchina fotografica, per poi ritornare da chi o da cosa abbia catturato la sua attenzione per immortalarlo.

Per chi ha avuto il piacere di conoscerlo, oltre ad essere un maestro della fotografia è un gentil uomo di altri tempi, rispettoso, e ha un culto dolcissimo verso le donne: ”sarebbe bellissimo realizzare una seconda mostra che cada nel giorno 8 Marzo, un omaggio alla festa della donna; un’esposizione partendo da foto che ritraggano bambine, fino a esporre foto di donne adulte che le rappresentino in tutta la loro evoluzione”.

Grazie per il tempo dedicatoci e un augurio speciale per l’avvenire!.

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